D’Annunzio, famoso in tutti gli ambienti culturali fu anche un personaggio politico di spicco del periodo in cui viveva e anche se non aderì mai ufficialmente al fascismo molti suoi simboli vengono usati dai fascisti per celebrarlo come uno dei più grandi scrittori del fascismo
Negli anni immediatamente successivi alla Prima guerra mondiale, l’Italia fu colpita da una grave crisi economica e sociale che influì notevolmente sulla vita politica e favorì la nascita e l’ascesa al potere del movimento fascista, fondato da Benito Mussolini il 23 marzo 1919 .Il termine «fascismo» deriva dalla parola italiana «fascio», che significa «fascio di aste», simbolo di autorità e potere nel mondo romano.
Il fascismo nasce come movimento politico ma, tra il 1922 ed il 1943, si trasforma in un regime totalitario.
Il fascismo riconosce la proprietà privata ma rifiuta i principi della democrazia liberale. L’obiettivo finale del fascismo è creare un’Italia più grande.
Il fascismo condizionerà pesantemente le abitudini, la cultura ed il futuro politico degli italiani. Il potere conferito a Mussolini dopo la marcia su Roma (28 ottobre 1922), consentì al duce di costruire il nuovo regime, impadronendosi del potere in Italia.
Il fascismo promuove un forte senso di nazionalismo e esalta l’identità nazionale e culturale di una nazione.
Era basato su un forte culto della personalità del leader, che era considerato infallibile e il cui potere era praticamente illimitato. Il fascismo si opponeva al liberalismo, al socialismo e al comunismo, considerandoli una minaccia per la nazione e per l’ordine sociale. Era anche caratterizzato da un forte nazionalismo, che esaltava la superiorità della nazione e la necessità di espandere il proprio territorio e la propria influenza. Oggi il fascismo è generalmente considerato un’ideologia estremista e antidemocratica, associata a violenze, discriminazioni e intolleranza.
I fascisti vengono spesso chiamati camicie nere a causa del colore delle divise.

Benito Mussolini, fondatore del Fascismo, passato alla storia anche come il Duce, nacque il 29 luglio 1883 a Predappio (Forlì).
Mussolini fu presidente del consiglio del Regno d’Italia, assunse poteri dittatoriali nonché il titolo di capo del governo primo ministro segretario di stato. In giovane età si schierò dalla parte dei socialisti rivoluzionari e in seguito divenne l’esponente di spicco del partito socialista e nel 1912 assunse la direzione del quotidiano socialista “L’Avanti!“.

Per tutti è fondamentale creare il consenso, cioè fare in modo che la gente approvi le azioni e le idee del regime. La stampa e la radio, per esempio, possono dare solo le notizie approvate da un dirigente fascista e organizzano una grande propaganda (pubblicità politica) i dischi e la radio, che permettono di ascoltare anche canzoni straniere e quindi mettono in crisi il predominio incontrastato della canzone melodica. Attraverso i dischi, per esempio, arrivarono in Italia i primi brani di jazz. Anche con il cinema sonoro, si diffuse la conoscenza di stili musicali completamente diversi da quelli tradizionali. Alla radio, per esempio, le canzoni straniere venivano trasmesse solo se tradotte in italiano e interpretate da un cantante italiano.Il regime incoraggia generalmente le canzoni tradizionali, di allegre e spensierate, spesso dal contenuto banale o insignificante, che danno l’idea di un’Italia in cui tutto va bene e la gente non ha problemi. Alcune canzoni vengono scritte appositamente per celebrare il regime mussoliniano o le sue imprese. Lo scopo è evidente: esaltare l’animo del popolo e la figura di Mussolini.
“Giovinezza”
“Giovinezza” era il principale inno fascista, scritto da Salvatore Gotta e composto da Giuseppe Blanc nel 1909. Questo inno esaltava i valori del movimento giovanile fascista, promuovendo la lealtà al partito, il sacrificio e l’idea di un’Italia forte e unita. “Giovinezza” divenne uno dei simboli musicali del fascismo e veniva eseguito in molte manifestazioni e raduni.
“Faccetta Nera”
Un altro inno importante del fascismo era “Faccetta Nera”, scritto da Renato Micheli e composto da Carlo Alberto Rossi nel 1935. Questo inno era dedicato alla Gioventù Italiana del Littorio, l’organizzazione giovanile fascista. “Faccetta Nera” celebrava il sacrificio dei giovani fascisti e incitava alla lotta per l’Impero italiano.
“Il Canto degli Italiani”
Inoltre, l’inno nazionale italiano, “Il Canto degli Italiani”, conosciuto anche come “Fratelli d’Italia”, fu adottato come inno ufficiale del Regno d’Italia nel 1946. Durante il regime fascista, questo inno venne spesso suonato e cantato nei contesti ufficiali e nelle manifestazioni, sfruttando la sua potente melodia e i suoi versi patriottici per rafforzare l’identità nazionale fascista.
La propaganda fascista
Gli inni e le canzoni utilizzati come mezzi di propaganda nel periodo fascista avevano l’obiettivo di incitare la popolazione a sostenere il regime, esaltando valori come la disciplina, la fedeltà al leader, il nazionalismo e la superiorità dell’Italia. Questi inni venivano eseguiti durante le riunioni politiche, i raduni di massa e le cerimonie ufficiali, contribuendo a creare un senso di adesione e partecipazione emotiva al fascismo.
